posted by criade2 @ 12/06/2009 10:51 - 12/06/2009
f_pinup7m_347108d

 Grande è la forza di Cipride,

e sempre consegue vittoria.

Tralascio le vicende degli dèi,

 non racconto come essa trasse in inganno il Cronide, o il tenebroso Ade,

o Poseidone, scuotitor della terra.

 

Sofocle, Trachinie, (497-503).

reiterare l’uso di verbi come restare, dovrebbe indurre  alla riflessione.

quando il restare ha un senso di trascurata ricercatezza, di cauto distacco.

 

 

 

essere provinciale, ha i suoi vantaggi.

essere provinciale e borghese, ha il vantaggio di avere sempre piedi molto puliti e french perfetto in tacco dodici.

essere provinciali, borghesi e piacenti, ha dei vantaggi:

l’essere dotata del necessaire dell’avvenenza-melensa, utilissimo con: impiegati di posta e banca, farmacisti,dermatologi, ortopedici ed oculisti, avvocati, notai, commercialisti, vigili urbani, poliziotti e carabinieri. con questi ultimi, il necessaire si rivela prezioso, consentendo di ottimizzare risorse e tempo; basta aumentare il numero dei punti interrogativi che seguono l’infrazione contestata ed assumere l'espressione da ioia;

essere dispensata dal tenere opinioni;

avere pochi stimoli, ed averli mansueti; dover leggere poco; sbriciolare sotto il peso del pragmatismo ogni eventuale inclinazione alla metafisica;

avere pochissimo da condividere, e quel pochissimo, condividerlo di venerdì sera, dal terzo moito in poi;

avere un'amaca in terrazza;

poter indossare preziosi solitari.

 

essere incline all’uso del verbo restare ha dei vantaggi.

restare  imprigionata nelle dinamiche consolidate di un’esistenza compita, nella sua incompiutezza.

 

essere incline all'uso dei verbi, in genere, è una pessima abitudine.

 


posted by criade2 @ 12/05/2009 17:43 - 12/05/2009
VCR_by_ValidRose

Cold blows the wind to my true love,

And gently drops the rain;

I never had but one true love

And in greenwood she lies slain.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sogni di amanti a rinnovare promesse maninellemani.

la collana slacciata. ordinatamente riposta sul petto.

grazie amor mio.

 

l’impetuosa tecnica del dolore applicata con perizia dal demone della prassi:

cullarsi/lagnare nenie/mettersi le mani in testa, movimenti facili.

ringraziamenti inclusi nel rito degli commiati.

 

solo un ultimo incantesimo, mormorato tra le labbra,  che ci conservi amanti, teneri e devoti.

 

rigori eccessivi.

blindarsi in silenzi funzionali. elevare la reticenza ad un esercizio di libertà.

non ho alcuna voglia di spiegarti quanto sei stronza e ne ho facoltà.

cedere alla verbosità di confidenze muliebri, dove in stive di intimità, sono ammucchiati i difetti degli uomini in ordine di scadenza.

 

l’alba è fatta per girare nudi tra i tetti. ti racconterei duemila volte di come ho infranto la promessa.  trascinando le dita in oziosi origami; recidere foglie di gerani bagnandosi le dita. salutare le case dall’oblò di un aquilone. cavalcare lumache fino ai margini del ponte levatoio, e li, scivolando sulle rotelle del trolley magico, strillare - ho il mondo in tasca e due dispense papali- prometto di  tenere i capelli in ordine e gemere con  perizia.

 

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posted by criade2 @ 08/04/2009 16:30 - 08/04/2009
_FataMorgana_04

"Mirror, mirror on the wall, who's the fairest one of all?"

 

era  la ventosa, zuppa di sale ed indaco in polvere, sospeso tra le travi bianche ed il letto col baldacchino prensile, ormeggio mobile per  il palio dei miraggi onirici.

era la pigra, che si abbandona lungo le porte di reami silenziosi con un pesce. solo sospesi a galleggiare, sobbalzando tra polmoni e branchie come un allegra carovana di verosimile, tra quei diademi sciolti in accecanti regalìe, bastanti, sole, a riempire forzieri ed arche; bastanti, sole, a rinchiudere il concetto di immenso, confuso tra fiocchi di neve che ordinati scivolano su falsi simboli, compiuti tra le pareti sferiche di un cristallo très kitsch.

era la donna.

dei risvegli madidi, sogni di addii e strazianti tragedie. veglie che si mescolano al tintinnio dell’enorme mazzo di chiavi. scivola tra le dita quel piccolo regno delle certezze incontaminate. baronia del gran greve, monopolio di comode convinzioni.  era la donna delle scenate d’amore, l’ultimo giorno che rise a crepapelle, le si gonfiò il petto nel cuore, e fu come ritrovare l’impeto della corrente e sole e gioia di riccioli scanditi aggrappati a rondini di zucchero filato e nastri sottili venduti dai cialtroni alle bambine. un flusso lieve, che strazia e addormenta nell’attimo stesso in cui sopraggiunge; come vascello pirata, dalle desolate stive, avvolto da morbide nebbie foriere di oblii.

 


posted by criade2 @ 27/03/2009 11:04 - 27/03/2009

GassmanLooking so long at these pictures of you
But I never hold on to your heart
Looking so long for the words to be true
But always just breaking apart
My pictures of you

There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to feel you deep in my heart
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to never feel the breaking apart
All my pictures of you



ho parabole nel cuore e grossi cerchi alle orecchie.

un amante che profuma di bucato. la pelle dorata, la lingua morbida e braccia che mi sollevano in girotondi di senso.

una  casa piena di luce e briciole sparse tra le lenzuola; mi aggiro felice e nuda tra le sue sospensioni di giudizio e le gatte pigre di sole, canticchiando vecchi adagi del secolo scorso. lui sorride colorandomi le gote di rosso, io gli bacio le palpebre umide dicendo che: mai cambierò - e lui giura nella stessa quantità.

non abbiamo alibi prendendoci così, senza il terrore di respirarci e riderci, senza dirci che abbiamo lacrime dentro. consumiamo amòre e cuòre leccandoli in fretta, come gelati che si sciolgono tra le dita.

ho un amante col cuore pulito dei forti, generoso come chi ha da perdere; ha spalle larghe ed il petto comodo ha parole sincere raccolte in eleganti trecce di lealtà.

ho un amante che non ha rancori  tra le rughe, solo tratti di strade e sentieri... dolci, alla fine dei quali c’è il mare.

ho un amante che ha caldi scialli di sentimento nei quali, l’avvolgersi ha il sublime gusto dell’abbandono, come tra fiere. mostrandosi il collo.

 

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posted by criade2 @ 23/03/2009 17:57 - 23/03/2009
samm_frank1924

Ti dirò
impresto l’anima o io cuore
sono un pirata ed un signore
più amor proprio che pudore


pulisco il bagno.

la perizia è quella dovuta ad una genitrice che a ritenuto di dovermi il piacere di immergersi la mammella nell’acqua bollente, nella convinzione che qualche bacillo di colera, debellato da pochi anni avesse, alla suddetta aggrappato, creato una colonia di bacilli che potesse, allattandomi, essermi fatale.

l’essere cresciuta fino all’età di nove anni con la convinzione che la nutella fosse cacca in barattolo, ha fatto sì che, (pur non riuscendo a privarmi in via definitiva di frutta, verdura, legumi e yogurt), abbia: sviluppato una forma di astinenza indotta dagli cibi di mc donald; riesca ad ingerire con nonchalance alimenti potenzialmente letali; mi emozioni a mangiare con le dita sporche in posti lercissimi; brindi gloriosa  al grido- tuttianticorpisòno!

C’è chi mi dice adesso che son più buono
e là dove condannavo oggi perdono
non vado a un appuntamento senza un fiore
ma non confondo il sesso con l’amore

le sveglie all’alba sarebbero tremendamente solitarie e lunghe, se non ci avessi da:  prepararmi- zittazitta- ai provini di ics factor; mandare i messaggi denigratori alle persone che più amo;  fare il solitario al telefono;  bere molti caffè; lavare le mutande delicate che non si possono schiaffare in lavatrice a novanta gradi; pensare alla mia algidità che rende del tutto superfluo l’acquisto di mutande che non si possano lavare a novanta gradi.


A volte sono un bastardo e a volte un buono
a volte non so neppure come io sono
mi piace qualunque cosa che è proibita
ma vivo di cose semplici, vivo la vita


ché poi è utile per farsi venire in mente aneddoti. storie di uomini, soprattutto. come il ragazzo gi  che voleva parlare di libri e si scusava col mio cognome … ed io mi dicevo, ma che vuole questo bravo-educato- curioso- interessato- impacciato- ragazzo gi dal mio cognome; o come l’uomo che mi serve per venire,  cristallizzato in una smorfia di piacere.

financo a chiedersi, qual è la vera  materia dell’ammòre, se ve n’è una e quali sono i confini della stessa… il tutto prima di infilarsi sotto la doccia.

Ti dirò
amo la luna e amo il sole
sono un pirata ed un signore
professionista nell’amore

 


posted by criade2 @ 19/03/2009 16:46 - 19/03/2009
nascondino

Ed ecco non se parla cchiù d'Adammo,
Non se parla cchiù d' Èva poverella ;
Ognuno creo ca se reputa nfaatmo
Se vo dire» ch'è tìglio a cchisto, o a cchella.'
Tutte quante de st' arvolo so rrammo,
Donca , che sserve a fifa sta covarella,
Fegna ogn'uno, che bò nasconn' attàppa i
Tutte quante scenninv.no da la zappa.

L a  mezzacanna  co lo vasciello  de l' arbascia, la cecala  napolitana, e Nnapole scontraffatto  de  Tuta Valentino.

NAPOLI MDCCLXXXVII.

 

per me…

la corte della signora elle che diventa sempre più indecorosa. le sue visite a sorpresa, hanno il dono di chiarirmi l’espressione “avere qualcuno tra le palle”.  i suoi sguardi languidi mi inquietano e ferma in agguato,  mi interrogo sul dolore dell’altrui invecchiare tanto male. tutto ciò, fa inevitabilmente venir meno i presupposti per un basilare scambio amicale escludendo, di fatto, argomenti come shorts e capelli.

 

per me…

la mia bestia bionda, sta pagando il conto della sua, diciamo,  “modernità”.

di lui stranamente mi è venuto in mente di quando, ragazzi,  facevamo l’amore tra le dune e sorprendemmo un guardone acquattato a spiarci.  avevamo scudi di brio e calzari divini,  e subito ci lanciammo alla caccia del ratto di sabbia per fargli la pelle, ma esso riuscì a sfuggirci. nonostante i suddetti calzari.

per me…

la ragazza con le gote di porcellana che torna dal deserto e  porterà alambicchi di stelle  e preziosi granelli di luci da accendere mentre ridiamo bevendo vino; la foggiana-folle, che aspetta che qualcuno nomini internèt per citare, a cazzo, la legge sulla privacy;  il grigio e la nana, che si stanno rimbecillendo, dandomi il sentore di come sia difficile non cedere al fascino dell’eutanasia, e di come, quest’ultimo, sia un concetto tremendamente elastico; a frat'm che sta nervoso e s'incupisce ogni volta che intravede la sagoma di un altare; all’uomo coi riccioli del-mio-ex-fidanzato-farmacista, (ché questi due avevano un pì acca proprio  identico), e quando ci siamo congiunti carnalmente, mi veniva di ripetergli botanica ed idrologia;  alla di lui moglie, che pur non conoscendo immagino, come  una donna pallida,  ed alla di lui amante, sulla quale, per fortuna, non mi sono fatta idee relative all’incarnato; all’anima del nonno-pazzo, che mi consente di sfanculare tutti in diverse lingue del mondo annoiandomi pochissimo, soprattutto, alla guida; ai commercialisti del caffè che mi risolvono problemi imprevisti ed in cambio chiedono solo di potermi sbirciare mentre mi allontano;

agli sbirri che hanno arrestato (e pestato) il rumeno bruttissimo, che solo per essere così brutto meriterebbe , forse, di marcire in una cella a vita... e potrebbe essere la volta buona che ci si toglie pure rosanna cancellieri dalle palle!

… uno due e trè!


posted by criade2 @ 11/03/2009 10:25 - 11/03/2009

wood... persi in un sogno...

tu griderai/grida di più/lulù marlene/persi negli echi/un cielo finto/li avvolgerà/lulù marlene/ohhh/ahhh...

... o meglio: di come non sempre una buona educazione ed il provenire da famiglie blasonate e monarchiche, consentano ad una morigerata fanciulla del sud, di non coltivare il molesto germe della rock star;

ed ancora: di come sia piacevole, per certune delle succitate fanciulle, pogare con nani sconosciuti, in completa comunione  di intenti con una baccante,  dimentiche del tacco dodici e con spalle abbatanza ampie da restare in canottiera da muratori.

sgomenta, infine, come talune delle suddette,  nonostante l'avanzare dell'età, riescano a mantenere un piglio tale da suscitare  il disappunto delle fanciulle portatrici sane di culone... ma come sommariamente indicato in passato, quello,  è un malessere  poco correlato  con la misura delle braghe!


posted by criade2 @ 05/03/2009 12:26 - 05/03/2009
Kansas_City_Reflection_HDR_by_Infinite_Silence

al caffè degli amanti si fermavano donne coi capelli umidi ed ombrelli a punta.

avevano sotto i tacchi l’asfalto e caviglie cerchiate da calze troppo morbide. al comando la porta sul retro sia apriva; frutta di stagione e bambine delle fiabe erano il passepartout per lo scantinato. l’aria pesante si depositava come ciottoli spinti  dalla  corrente sul fondo dei polmoni.

quando alla fine ne uscivi, i polmoni erano talmente pieni che i ciottoli pesavano come macigni.

Clara respirava il meno possibile prima di iniziare a picchiare delicatamente sulla tastiera. il mondo scorreva sul marciapiede bagnato e Clara era ferma  a non pensare. tutto scivolava con la pioggia impalpabile: i morsi della fame, i suoi vecchi, la paura tutta nuova della notte che era diventata fredda, lunga e salutata da albe grigie. un sorso di caffè amaro. dividere tutto.  

tutte le mattine Clara entra nella stanza del cortile, si accosta al tavolo posando un piccolo pacco avvolto dalla carta di giornale. lui è sempre muto. la tocca sul collo ed i loro corpi, si concedono l’uno all’altro soffocandosi nel silenzio, e non si divide. non si dice una parola .Clara si veste senza guardare, infilando con garbo le calze e correndo per strada verso un nuovo giorno… tanto che, quando arriva al caffè degli amanti, le calze sono inevitabilmente scivolate sulle caviglie sottili.

dedicato all'anima di un bloggher.

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posted by criade2 @ 25/02/2009 20:08 - 25/02/2009
 

je vais arriver avec le printemps...

sulle tue gote di porcellana.

sul  tuo muoverti lenta, tra inconsapevoli barbagli e fumi di caffè.

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soprattutto il sabato mattina, è un gioco al massacro di silenzio e fumo. non resta altro che concedersi l'ordine dei solitari, qualche lettura distratta, dei gorgheggi disordinati, il brivido degli acquerelli. quando qualcuno bussa non apro. impreco e bestemmio, distolta, come sono, da quel fare nulla talmente necessario. da quel tacere dignitoso. rincoglionita, come sono, dalla fatica del riflettere, del provare, del bagnarmi in mezzo alle gambe.

la telefonata alla foggiana folle, è tornata ad essere una consuetudine. il mio rancore è nano, e pure un poco sciancato. lei mi legge l'oroscopo e farfuglia qualcosa di proccupante e metafisico. io le parlo del tempo e di bulgakov per tranquillizarla. poi chiudo.

ogni volta mi dico che parto. poi resto.

la fanciulla con le gote di porcellana, solitamente è sana. solo da qualche giorno, mi preoccupa. manda messaggi con lettere a casaccio solo per dirmi che mi vuole bene.

 

l'amazzone sarda è sana e scopa come una riccia. quando si ammala, prende a calci in culo i suoi amanti, piange e tiene il muso alla vita; è colei che, tutto sommato, mi da meno preoccupazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 


posted by criade2 @ 12/02/2009 17:51 - 12/02/2009
 

What Ever Happened to Baby Jane?

ovvero: io ti fò ed io ti distruggo.

 

(come prendersi beffe dell'anima del minatore pazzo che mi possiede).

la sveglia è all'alba, con l'esistenza digerita dal metabolismo frenetico; occhi sgranati, immagini di bonsai morti e denti perduti per sempre tra le pieghe delle lenzuola attonite.

capita.

col caffè ci si confonde le idee. più che altro ci si interroga sulle figure retoriche, sull'etimologia di termini desueti, sull'accattivante suono del nulla, dilatato dal sofismo delle accezioni. non avere l'obbligo d'opinione è un lusso piacevolissimo. 

lavoro. ore, giornate, mesi. con la ferocia di chi deve badare a se stesso. di chi  gira senza cognome, di chi tiene degli obbiettivi imbastiti agli stivali dalle sette leghe. le spalle larghe. qualche sfregio. decisioni da prendere. autonomia da gestire.

cammino. con lo sguardo assorto, sorvolando sulle altrui miserie, sulle altrui necessità di trovarsi definizioni accattivanti, ricordando di ringraziare ogni giorno zeusdivino, per non avermi dato il dono della transigenza.


posted by criade2 @ 14/01/2009 18:10 - 14/01/2009

Alice_by_Glamourpuss15

penso:

 al mio afferrarti scrupoloso e formalmente corretto;

al mio posizionare con metodo i palmi delle mani sulle tue scapole senza aggettivi.

All’inoltrarsi dei polpastrelli oltre gli scaleni, quasi a sfiorare le clavicole, fino a sciogliere il mio grande adduttore sulle tue coste fluttuanti, le mie tibie sui tuoi fianchi.

All’essere così educatamente avvinta, da risultare poco rumorosa.

stanotte ho sognato il mare, pare. è che mi sono venute le mestruazioni dense. Ora è tutto più semplice, anche gestire ricordi liquidi ed economici. I convenevoli natalizi sono inclusi nel pacchetto low cost. oggi conosco una raccomandata dalla direttrice di vogue italia. Penza-te!

 

 non tengo originalità, dimessa mi guardo x factor.

 

ho molti libri da leggere ma poca voglia di scrollarmi di dosso questa comoda imbecillità che mi consente di soffermarmi a parlare del tempo.

ci ho da fare dei giri:

ritirare e fare ancora doni, dedicarmi un poco allo sciopping, fare la ceretta, passare dall'avvocato e dal pusher, cazziare il commercialista, lavare i cani, finire di sistemare i guardaroba.

organizzare, in maniera decisa il bucataio (qualunque cosa significhi).

non tengo molti rimpianti:

mi gioco la carta della coerenza. evito di riciclare la realtà neanche fosse  un dono da infiocchettare per se stessi. il sesso sarebbe bello senza ma.

ho una bestia bionda che adora mordermi le mani a sangue.

ho una compagna di incantesimi che conta sulla mia potenza.

ho da ordinare il gas.

ho una collana di chanel lunga fino all'ombelico con charms e perle finte.

ho una certa inclinazione al consumo di coctail, specialmente di venerdì.

ho ancora qualche voglia mattutina, ma sono tutte gestibili.

ho il gran culo di invecchiare meglio del mio ex amante.

il che è pur sempre una soddisfazione!

 

 


posted by criade2 @ 02/12/2008 17:04 - 02/12/2008
callas_onassis2

Giura che mai
rinnegherai il Dio del fango,
dell’habanera e del fandango,
giurami… giurami…

 

(sarà che è facile.

 perché  ancora scivolo con una certa nonchalanse sulla moquette. partire leggera lasciando borse, carte di credito ed inutili pezzi del mio corpo. svegliarmi all'alba e sopravvivere giorni con lo stomaco chiuso);

 

Giura che mai
tu passerai ad altre danze come si passain altre stanze...
giurami… giurami… va c'è gente che ti acclama e brama, va...Ah, ma non cadere in braccio al mondo,
il tuo mondo è qua…

Sono fatali le distanze e le scommesse, ma…
schiava del gusto che dà,
tu sei la celebrità…

 

(sarà che è facile.

perchè quello col nome da schiavo, ha già cercato di toccarmi le gambe e mi respira vicino  guardandomi fisso negli occhi... il che implica, l' attuale scarsa propensione alla salvaguardia dei miei spazi personali, nonchè una rinuncia alla rigida applicazione della compostezza. 

forse solo l’ essere sporchi, prevede il potersi continuare a lordare. comodamente);

 


Giura che mai rinuncerai alla tua fama,
che fa di te al Politeama
la regina dei cuor…

 

(sarà che è facile.

perchè scoprire che ho occhi, implica che mi cadano oggetti,  che gesticoli troppo, che dimentichi numeri ed orari, che odi barare, che le gambe siano davvero belle, che al telefono non sappia mentire, che lasci le porte socchiuse, che abbia un debole per le labbra.

 Implica che io sia una semplice  ragazza del sud, che si ostina a desiderare stivali inguinali, a portare i capelli raccolti ed a  girare senza cognome.

sebbene ti sia sfuggito il mio pallore);

 


Giura che avrai un po’ di posto nel tuo cuore
per questo tuo commendatore…

 

 

Ah, giura che mai cancellerai con l’acquaragia
quella vernice-oro che indugia
sul tuo corpo genial…
danza per noi il ballo dei tuoi sette veli,
facci arrivare ai sette cieli… schiava!…

 

(sarà che è facile.

 

Perché io sono triste solo a grappoli ed ad orari precisi. Ho  ricordi confusi del dottore fanciullo, quello con le gote rosse e la pelle sottile.

Quello che sull'aereo mi parlava del Cairo e di fisiologia.

quello che alla fine mi ha stretto la mano. senza chiedere.

ed io ho sorriso. senza dire.

 

in realtà.

nulla che una fanciulla frivola non possa risolvere in un buon negozio di scarpe).


posted by criade2 @ 20/11/2008 17:11 - 20/11/2008
 

di lane imbrigliata, di umori avvinta; ed è un torcersi di lingue e gambe, uno scambiarsi le braccia, un perdersi tra le The_Kid_by_RockstarMythlinee delle spalle.

una collezione di gioie piccole. un rincorrere gli occhi.

- hai davvero  la forza di imbastire sfide?

Imero, respira prima di sollevarmi!

 

 

tengo una strana euforia, mista alla svogliatezza di chi si vuole concentrare solo sulla ricrescita dei propri peli. li controllo meticolosamente, ogni mattina, dopo essermi contata i denti, ed accertata di avere ancora orecchie e ciglia.

tengo lo stesso inspiegabile entusiasmo di brunovespa davanti al plastico di cogne.

tengo qualche rimpianto, ma non è che il mondo mi crolli addosso.

tengo ansie ma comprensibili, tutta la biancheria in disordine, una collezione di scarpe immettibili.

tengo strane fantasie, un sorriso da stronza e la lingua lunga.

 

tengo poche idee, ma sono incline al baratto.

 

 

 

 

 


posted by criade2 @ 06/11/2008 11:34 - 06/11/2008

CPR_Museum_1_by_Ferice   J'ai plus de souvenirs que si j'avais mille ans...

è solo forti spalle e stare dritti; è solo ricordarsi di desiderare a gocce.

impalpabili.

 eppure mi vedi!

Un gros meuble à tiroirs encombré de bilans,
De vers, de billets doux, de procès, de romances...

è solo il mio corpo, nero e nudo, poggiato su quella finestra.

(sfiorami)

Avec de lourds cheveux roulés dans des quittances…

è solo una battaglia;

 un solo segno, e sono solo gambe che mi reggono.

ed io immobile,  respiro ancora;

 .. Cache moins de secrets que mon triste cerveau.
C'est une pyramide, un immense caveau…

 

 

resto sottile, mentre scivoli tra le cose passate.

 

… Qui contient plus de morts que la fosse commune.
- Je suis un cimetière abhorré de la lune,


posted by criade2 @ 22/10/2008 17:45 - 22/10/2008
black&withe

Aiora

chè poi,

del nostro spincerci concitato, del nostro colpirci con metodo le ginocchia rigide,  del nostro tirarci  le trecce ordinate, del nostro avere occhi verdi; 

chè poi,

dolce erigone, cosa resterà dell'esserci scarnificate le gote a sangue?

non tengo languidità; è solo tepore e foglie morte.

di come l'autunno sia la stagione dei decadenti e di come l'indulgenza, sia una pratica eccessivamente diffusa tra i miei simili.

del modo composto di accostarsi alle abitudini.

dell'applicazione di un metodo preciso, per affrontare la quotidianeità:

la strada dell'ufficio, con le donne, sempre le stesse e sempre più grasse, che fanno sempre footing ed io che passo, sempre,  con l'aria da stronza e la sigaretta in bocca;

della colazione dal signor erre, dei miei ex fidanzati professionisti, e di quelli che avrebbero voluto esserlo, che continuano a guardarmi le gambe e mi offrono caffè ed intellighentia a ciocche;

dell'ora di pranzo, quando vado da mammà e mi ricordo che avevo il nonno pazzo e che,  in fondo, è una fortuna che abbia scelto di girare armata solo dei miei congiuntivi;

del pomeriggio, che diventa breve;

del rifugiarsi con le gambe accavallate, in minuscole gocce di assenza, nel restare a parte, al sicuro.

del non dover morire ogni giorno, davvero.

del proteggersi... e del combattere solo se è necessario.

 


posted by criade2 @ 02/10/2008 17:58 - 02/10/2008
bonnie

«Guarda», mi disse, «le feroci Erine.

 Quest'è Megera dal sinistro canto;

quella che piange dal destro è Aletto;

Tesifón è nel mezzo»; e tacque a tanto.

Inferno · Canto IX .

but friday I'm in love.

ovvero: daiquiri bum-bum!

scena I- interno notte.

di come il colpo sia stato preciso ed ora il collo penzoli inerme tra le umide fauci.

dell'odore della ferocia.

di quanto sia saggio sparare per ammazzare… soprattutto se miri  alla nuca.

sunday morning. 

il sangue non è acqua .

ovvero; di come l'anima di un vecchio attaccabrighe riesca ancora ad impossessarsi di avvenenti fanciulle, per giunta di nobile lignaggio.

 

scena II- esterno giorno.

scendiamo dal cavallo, il biondo ed io.

noi, che mangiamo solo uomini,  passiamo tra gli sguardi di lerci bracconieri ed entriamo.

abbronzati di polvere e invincibili come dei.

il biondo, avvolto dalla sua brutale bellezza, mastica i resti di una bestemmia;

potrebbe uccidere un uomo con un  braccio legato dietro la schiena, il biondo, se solo lo volessi.

resto in silenzio, nel vuoto teso creato dal biondo intorno a me.

resto in silenzio e mangio... ma è solo un attimo, quello che precede la battaglia.

"ecchè il signore ve ne renda merito, vecchi zotici, laidi assassini"- urlo.

il biondo da un calcio ad un cadavere, io mi asciugo la fronte.

 adrenalina e sangue.

rimontiamo in sella senza dire una parola.

solo sorridiamo, il biondo ed io, spronando i cavalli.

 

 

 

 


posted by criade2 @ 18/09/2008 17:10 - 18/09/2008

mangiammo ostro&sale.BardotB12

perfetti e nudi.

così finiti.

languidiamente immersi.

potendoci ammazzare in un attimo.

talvolta non è incedere, è scivolare ed io diligente scivolo.

 sui conati di pudore.

su questo fiume di piscio ed asfalto.

con dita unte e felici, sfiorandovi appena.

 

( demi-burlesque):

la signora elle mi guarda le gambe e mi tende tranelli a grappoli. l'ho sorpresa, io stessa, a  perdersi  lasciva tra le pieghe sottili del mio ventre piatto. pretenderebbe di aggiustarmi i capelli sfiorandomi gli omeri, di prendere parte alle scelte relative al mio lùc, e se potesse,  chezeusnonvogliamai, ardirebbe a dire la sua in materia di scìopping. la signora elle usa creme dozzinali, ha capelli sfibrati, abiti di pessima foggia e predilige i sintetici scadenti. stà invecchiando male; ha un grosso culo flaccido. la signora elle ama con la bocca; gli uomini  cadono tutti a suoi piedi  per una notte.

... ed io gioco a fare l'androgina frigida, educatamente disgustata, sorrido.


posted by criade2 @ 28/08/2008 13:20 - 28/08/2008
capa_picasso

VII. Tuttavia, poichè l'uomo, nato per far fronte agli affari, doveva ricevere in dote un po' più di un'oncia di ragione, Giove, per provvedere debitamente, mi convocò perchè lo consigliassi, [...] e il mio pronto consiglio fu degno di me: affiancare all'uomo la donna, animale, sì, stolto e sciocco, ma deliziosamente spassoso [...] 

Platone, infatti, quando sembra in dubbio circa la collocazione della donna, se fra gli animali razionali o fra i bruti, vuole solo sottolineare la straordinaria follia di questo sesso. E, se per caso una donna vuole passare per saggia, ottiene solo di essere due volte folle, [...]Le donne, infatti, se ponderassero bene la questione, anche questo dovrebbero considerare come un dono della Follia: il fatto di essere, sotto molti aspetti, più fortunate degli uomini.                                   

In primo luogo hanno il dono della bellezza, che giustamente mettono al disopra di tutto, contando su di essa per tiranneggiare gli stessi tiranni. [...] Ma che altro desiderano poi in questa vita, se non piacere agli uomini quanto più è possibile? [...].

Morias Encomium, Desiderius Erasmus Roterodamus, 1509.

... e così stiamo.

 ... che noi parliamo delle stelle che cadono a profusione anagrammandosi in spazi paralleli. declinazioni dell'impercettibile ruttati con la birra raffo. fumi aromatici, atti alla digestione di notevoli quantità di spaghetti con le cozze. così stiamo, che i teli sono umidi ed io, tra un infinito e l'altro, mi lamento delle croste di sale e dei capelli da zingara, tu, che facevi la manager a londra, insisti per prendere lezioni di equitazione - almeno la domenica - per sopravvivere all'atarassico inverno.

... e così stiamo, che dobbiamo impostare discorsi utilitaristici, per consegnarci momentane spiegazioni sul malcostume dilagante, sulla mancanza di luoghi deputati all'esercizio della zozzeria applicata ai lidi balneari, sulla deprecabile diffusione del ballo di gruppo,  sull'uso spregiudicato dei tronisti, sull'assenza di una cultura naturista, sui prezzi delle spa e sul tuo viaggio in messico.

... e così stiamo, che arrotoliamo carta, e ci scambiamo inutili libercoli elevati a bibbie dell'evoluzionismo.

persiste  l'idea di cucinare cicerchie, ed io ricomincerò a sferruzzare, studiare francese e pianoforte.

... e tu, no, non puoi prendere lezioni di canto, sei stonata anche quando dici pronto!

 


posted by criade2 @ 06/08/2008 16:53 - 06/08/2008

summertime_version_2_by_noahleeho il cuore rosa e sono in vacanza a lido silenzio.

ho solidi trampolini, dai quali lanciarmi in mutevoli certezze.

ossimori tintinnanti in gelidi long drink, e tanti rutti alla menta.

ho una ferita aperta, ed un forte disgusto a guardare l'immagine di me riflessa nei tuoi occhi da negra.

avevo tempo oggi. tanto. un'intera giornata, da dedicare a te ed alla tua parrocchia. seguendo gli adepti del bene, ti ritrovo innammorata. ciò che non vi perdonerò, è l'infame leggerezza nel declinare termini come affetto in concorso con l'esigenza di sentirvi originali e profondi.

a lido silenzio i pargoli sono tenuti a mantenere un certo contegno, scappellotti ed affini, laddove necessari, sono tollerati al fine di preservare l'altrui quiete. la spiaggia non è un agone, il nuoto è l'unica attività fisica consentita. fumare, bere e leggere sono pratiche autorizzate.

gli animali sereni sono ammessi.

 


posted by criade2 @ 01/08/2008 11:13 - 01/08/2008
 

sen_nocy_letniej_by_monislawa

Sacram unctionem Infirmorum.

restiamo sul fondo della chiesa, il grigio ed io.

alti e snelli.

io con i capelli raccolti.

lui, con la barba bianca e la pipa nella tasca della camicia di lino.

restiamo, agnostici ed ordinati. 

... non tengo bisogno olio per mondarmi, io. non tengo bisogno di momenti ludici e di segni di pace. non tengo bisogno di indugiare nel cannibalismo. non tengo nulla da dispiacermi, io.

 

mi godo la mia coerenza,  il vento di tramontana,  le sue spalle lontane.

abbracci & lacrime. come da copione. preferisco stringerla e dirle che è meglio così; i motivi li tengo per me.

donne fasciate in abiti troppo stretti mi ricordano che culone e parrocchie mi deludono sempre.

mi guardo con sollievo le gambe sottili. cerco il grigio e lo prendo sottobraccio. lo prendo per la sua canuta snellezza...

in:
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posted by criade2 @ 17/07/2008 14:28 - 17/07/2008
Never_found_your_way_by_aneeStARs

Intesi ch'a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.



                                                             

 

 

persi, nel nostro personalissimo tormento...

o meglio: della nostra particolarissima idea di inferno.

scegli il giorno e l'ora.

scegli cosa amare.

madre e troia, vezzosa e ruffiana, conservata tra le pieghe del tuo breviario.

di come  si possa declinare la blasfemia in un facile lamento: e non c'è cristo che regga.

scegli tuo padre e tuo fratello.

consunti nel loro credo di terra e polvere rovente; di come il nutrirsi, sia lacerante e sanguinoso.

 di come lo spazio sia poco e non implichi il ragionamento.

la corte:

nel loro saziarsi di nulla, hanno ciò che meritano.

afflitte da un'inequivocabile bruttezza, inutili, immense.

il giullare:

dal greve umorismo e dalla versatile indolenza.

gli infanti:

attoniti, restano.


posted by criade2 @ 27/06/2008 14:02 - 27/06/2008

1942filomenaefrancesco_jpgIn alcuni il processo naturale dell'amore è soppresso, cosi' che se entrano nello stato
matrimoniale o in qualche rapporto equivalente lo fanno come se si trattasse di una
transazione d'affari: tu mi fai un figlio, io guadagno i quattrini.
Questa compravendita della prole e di uno stato sociale è diventata sfortunatamente una pratica comune nei nostri affollati zoo umani, ma comporta molti pericoli.
La coppia non è unita da interiori vincoli d'affetto, ma dalla pressione esterna delle
convenzioni sociali.

desmond morris, il comportamento intimo.

sono, che mi basto.

sfiorami il collo.

controlla i polsi, ma sii minuzioso.

dimenticati, restano, campanelli dalla scorsa estate.

ciondola il tennis col bracciale di corallo rosa.

quello di pietrine azzurre ed arancio dello spacciatore egiziano.

quello di cuoio scomodo, comprato dal senegalese - no, mon cher, jeneparlequeunpetitpeaufrançais... je ne suis pas brasilienne... tengo da fare.

portando doni ed impegni.  promesse in ghirlande.  le vacche grasse ed i musici.

- ti avrei sposato ventuno volte ed il ventuno di ogni mese. 

 

sono che mi basto e mi avanzo.


posted by criade2 @ 14/06/2008 12:50 - 14/06/2008

facciamo che io resto e tu vai.

facciamo che gli incantesimi li tengo per .  facciamo che ognuno si sbronza a casa sua e si tengono i vomiti separati; che tu piagnucoli altrove, ed io continuo a non lagnarmi mai...

che io resto luce, tu ombra. io spalle, tu coda.

facciamo che io mi tengo il rene, e tu non ti ammali.

 

facciamo che io ti cancello e tu ci stai.mugaga_by_SaLaTiK

 

 creature,voi.

legate.

sciolte in danze; di umori alterni flagellati, questuate.

limosine purpuree.

senza avervi, illuse, vi date.  


posted by criade2 @ 07/06/2008 13:17 - 07/06/2008
0c7484cb86a3d44cfb2165d06da1ecd2

sono di luce e sono di correnti, di sole e vento, sabbia,  e ancor più in là, sono polvere; abissi, eremi. sono di disprezzo e di perplessità latenti. sono il baratro e sono vergogna. sono del mio rancore liquido e delle vostre meschinità bizzarre. sono che disciplino l'uso del sorriso. sono che amo poco, ma sono.

riprovo a:

trascinarti tra le caviglie sottili, confusa tra i capelli raccolti, attenta alle gote pulite. vivaci. dorate.

ti ritrovo;

persa su i fianchi asciutti, sul ventre fanciullo, sulle gambe agili, sugli omeri decisi, sotto naso dritto, tra le mani usate. 

scivolare tra i polpacci, è un attimo.

 

bizzarra danzava nell’aia, arsa e coi polsi legati. soffusa dal basso astio, sogghignava assurdità. pazza.

 assolta.

sopravvivendo all’ assenza.


posted by criade2 @ 16/05/2008 21:31 - 16/05/2008

m_by_Oksana_me2u

Mu Ostame ( demonum lacessitor)

Dall’universo ermetico in cui egli viveva, il divino non era stato bandito.  Le forze astrali erano strumenti del divino, e oltre le stelle attive, c’erano forme divine ancora più alte. E la forma più alta, per Bruno, era l’Uno, l’unità divina. Il sistema di memoria aspira ad un’unificazione al livello delle stelle come preparazione per raggiungere l’unità più alta. Per Bruno, la magia non era un fine a sé, ma un mezzo per raggiungere l’Uno, di là dalle apparenze.

 

Frances A.  Yates, l’arte della memoria.

bambina giocava, gelosa di giochi, paurosa di mille paure, teneva serrate le mani sottili, sottili su cose. còse meravigliose. vestita di pizzi e di trini, colletti bambini, in riti d'amore soleva indugiare, tra maghi e vicini, tradotti in singhiozzi bambini.

 ferma. guardo. ne ho quasi male agli occhi.

eppure siete simili, nel vostro trascinarvi e chiedere. concludere. voltare pagina. senza domandare di me. buttiamoci a cascione sulle mie spalle forti. sul mio essere roccia e montagna, eppure maometto, se sbronzi alle trè del mattino... ed io, una e trina sono, ma pure voi, stronzi siete.

...che poi, tutto stò fascino.

adoro i ragazzi con la pelle sottile e il naso grosso; quelli che diventano rossi quando sorridono, che sanno di bucato e tate, di spalle larghe. di respiri affannati. figli di nobili nasoni. illuminati, generosi. quelli in cui perdersi, era come fare il giro tra le bancarelle della propria vanità. egotismo aggratìs per tutti!


posted by criade2 @ 12/05/2008 12:10 - 12/05/2008

SALVIAMO CHIAIANO

appello degli amici napoletani.

http://rifondazioneborbonica.splinder.com/


posted by criade2 @ 06/05/2008 20:45 - 06/05/2008

d41ec0d42ed3eb030839d368421c5210Frères humains qui après nous vivez,
N'ayez les cuers contre nous endurcis,
Car, se pitié de nous povres avez,
Dieu en aura plus tost de vous mercis.
Vous nous voiez cy attachez cinq, six:
Quant de la char, que trop avons nourrie,
Elle est pieça devoree et pourrie,
Et nous, les os, devenons cendre et pouldre.
De nostre mal personne ne s'en rie;
Mais priez Dieu que tous nous veuille absouldre!

la ballade des pendus, françois villon.

meschinità.

come dire, prego, agli sguardi sconvenienti che mi rivolgete, nonostante i miei morigerati costumi ed il mio androgino mostrare le coscie nel poco concedermi… chinati tra le punte dei miei stivali delle sette leghe, agli sporadici passaggi, restate.

… e sono cavaliere e poi pirata.

paste della domenica.

raccolti, come uomini qualunque, come cose e niente, trascinati sul fondo, annaspanti. dal vostro stesso lordume mi invocate, e rivolgete lo sguardo meco. verginemàdre. hestia e troia e hippy coi capelli lunghi, ma pure p.r. e interprete, oltre che pirata e cavaliere, sòno.

…e trascinare è perdere. muto l’incedere di giorni, al momento, tiepidi.

 lordata, immonda. umida, come conviene a chi si adopra nell'esercizio dell'empatico altruismo, del molesto comprendersi; sebbene, leggera, ancora, mi regga.

allora, spalle al muro.

 caffè e lingua e chicchi e lingua e polvere e lingua e  sacchi e lingua... e spalle al muro. caffè!

 


posted by criade2 @ 01/05/2008 19:02 - 01/05/2008

posted by criade2 @ 28/04/2008 22:47 - 28/04/2008
Sex_bocks_and_cameras_by_MeiaHora

non è primavera e non è maggio.

nulla da annusare e tiepide sere. chimica da tollerare, gambe da scoprire e sole e caldo.  sono calze e sciarpe. sono umori e  nuvole a raffiche. sono, sparse, vecchie fanciulle, facce da indiane e sante dodicenni. sparse a caso.

 

resto immobile, ho poco giudizio, respiro poco, non ho molte idee, sono, anzi, affascinata da quelle altrui, dagli altrui concetti. resto immobile.

ho il ghigno cinico che non posso vedere un tiggì, ché non me ne fotte un cazzo dell’italico ingegno, applicato ai modi più disparati di morire.

resto immobile. ho poche voglie; vorrei dar fuoco all'agòne.


posted by criade2 @ 19/04/2008 19:50 - 19/04/2008

pace cuor mio...gli uomini, si legge in un vecchio libro di mascalcìa, hanno quattro umori: cioè lo sangue, la collera, la flemma e la malinconia: e questi umori sono cagione delle infermità degli uomini.

pirandello, l'umorismo.

touchè!

ovvero; di come  presumere le infermità altrui.

 je croire.  

 la pratica formale dell'appena sfiorarsi sciolta in corollari di garbo.

 talvolta la replica non  è esauriente, e non tutti la meritano .

je croiras.                  

il vagare tra le tavole di legno della cucina, scalza su caviglie nodose.

 l'incedere, prevede comunque norme severe e distanze precise da osservare, come il non potersi sottrarre sistematicamente alla replica .

je crus.

l'aspettiamoci.

alle tue labbra carnose, depongo.

l'osservazione rigida delle regole, può essere causa di malesseri passeggeri e vomito.